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Sotto la polvere del tempo 

un capolavoro trecentesco

 

 

 

   Tirato fuori da un ripostiglio parrocchiale, dove giaceva totalmente dimenticato da oltre ottanta anni e sapientemente restaurato, è tornato alla luce l’antico, miracoloso Crocifisso dei Bianchi della chiesa di Santa Lucia sul Prato. Si tratta di un Cristo ligneo su croce processionale appartenuto ad alcuni esponenti del celebre movimento penitenziale europeo della fine del Trecento e da loro lasciato il giorno di San Silvestro dell’anno 1400 proprio nella chiesa di Santa Lucia, quale ex voto perché due di loro avevano miracolosamente recuperato la vista. Affidato allora ai confratelli della locale Compagnia del SS. Sacramento, per secoli è stato veneratissimo dai Fiorentini con solenni ostensioni pubbliche accompagnate da musica, spettacoli pirotecnici e processioni sul Prato d’Ognissanti e per tutta la città, come quella del 1714 ricordata dal Richa e voluta  da Cosimo III per ottenere da Dio la pioggia in un periodo di drammatica siccità.

   Il mutare poi della sensibilità religiosa, con il progressivo abbandono di pratiche così esteriori di culto e la lenta decadenza della compagnia, prima soppressa da Pietro Leopoldo nel 1784, poi ricostituitasi ma ormai inattiva alla fine dell’Ottocento, hanno fatto sì che si perdesse del tutto la consapevolezza dell’importanza storica e devozionale dell’opera. Così negli anni Venti del Novecento essa finì in un ripostiglio della chiesa, mentre veniva smantellata tutta la decorazione settecentesca della cappella in cui da secoli era alloggiata, trasformata in quell’epoca in sala per proiezioni e per riunioni parrocchiali.

   Col susseguirsi poi dei sacerdoti rettori e con lo scorrere degli anni, nella chiesa di Santa Lucia si era addirittura perso anche il ricordo della sua esistenza.

   L’ho riscoperto nel 2010 con grandissima emozione, nella mia qualità di archivista parrocchiale, perché incaricata dal parroco, don Paolo Arzani, di controllare il contenuto di quel ripostiglio in vista dell’inventario degli oggetti di uso liturgico voluto dalla Curia Arcivescovile. C’ era solo da vedere se vi era stato depositato nel corso dei decenni qualche arredo degno di inventariazione e invece, abbandonato contro la parete di fondo della stanza, col corpo del Cristo voltato verso il muro, quasi fosse in punizione, ho trovato il famoso, miracoloso Crocifisso trecentesco dei Bianchi! L’ho subito riconosciuto perché, per altri motivi, alcuni mesi prima avevo condotto una ricerca archivistica presso l’Archivio di Stato di Firenze sui documenti della Compagnia del SS. Sacramento che ne fu proprietaria e quindi già sapevo su di lui informazioni documentarie precise che ne hanno permesso di identificarlo con sicurezza.

   L’opera fu subito affidata alla dott.ssa Anna Bisceglia, funzionaria della Sovrintendenza competente sul Quartiere 1 di Firenze, e alla restauratrice, dott.ssa Marina Vincenti, che ha provveduto alla ripulitura da strati plurisecolari di polvere e vernici.

   Finalmente venerdì 21 giugno, alle ore 18.30, dopo più di due anni di studi prima e poi di restauro, il Crocifisso dei Bianchi, tornato al suo trecentesco splendore, è stato presentato al pubblico nella chiesa di Santa Lucia sul Prato, alla presenza dell’Arcivescovo card. Betori e della Sovrintendente, la dott.ssa Acidini e si spera che trovi presto una degna collocazione che permetta, oltre alla fruizione estetica, anche di rinnovare l’antica devozione che aveva reso questa immagine sacra tanto famosa e tanto venerata dai fedeli fiorentini dei secoli scorsi.

  Infatti nel corso della cerimonia il Cardinale, in un intervento molto sentito e condiviso, ha evidenziato l’importanza del Crocifisso come mistero centrale della fede e punto di passaggio verso la risurrezione; ha poi sottolineato nella sofferenza espressa nei tratti del volto e nelle forme emaciate del corpo il connubio tra l’umano ed il divino, auspicando un ritorno dell’antica devozione popolare per questa immagine miracolosa, da secoli mediatrice di grazie, di consolazione e di speranza, ricomparsa dal buio di un ripostiglio quasi a voler richiedere di nuovo la preghiera e la fede degli uomini.

             

                                                                                    Marta Benvenuti

                                                          Pubblicato su Toscana Oggi 30-06-2013

 

 

 

 

Il Crocifisso dei Bianchi

                     di S. Lucia sul Prato

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